.::La storia del Seminario::.

La storia del nostro seminario è molto antica e ben radicata nel territorio della diocesi di Brindisi-Ostuni.
Fu l'arcivescovo Giovanni Falces (1605-36) a disporre nel 1608, seguendo le disposizioni tridentine, l'erezione e fondazione in Brindisi del seminario "de' chierici" col fine di sottoporre "all'educazione dell'ecclesiastica disciplina la deviata gioventù della diocesi tutta".
L'istituzione ebbe sede in locali adiacenti l'episcopio, acquistati dal Falces, ma ritenuti inadatti dall'arcivescovo Francesco de Estrada (1659-71) che preferì affidare l'educazione dei futuri sacerdoti al collegio delle Scuole Pie, del presule voluto in Brindisi.
Sarà l'arcivescovo Paolo de Vilana Perlas (1715-23) ad acquistare e demolire, nel 1720, i vari immobi adiacenti l'episcopio e, il 26 maggio dello stesso anno, benedisse le fondamenta del cantiere del nuovo seminario. La mattina seguente, poi, pose la prima pietra dell'edificio il cui progetto era stato realizzato dall'architetto salentino Mauro Manieri (1678-1744).
Il successore del Perlas, Mons. Andrea Maddalena (1724-43), non rese operativa la struttura poichè non era in condizioni igieniche ottimali.
Fu, successivamente, il Manieri a rendere agibile il complesso e gia il 21 novembre 1744 l'arcivescovo Antonio Sersale (1743-50) lo aprì, riprendendo l'attività didattica sospesa nel 1703.
Nel 1758, per volontà dell'arcidiacono Carlo Arrisi, si ha costruzione del Sacro Monte degli Alunni per il quale si manterranno in seminario dodici alunni. L'istituzine cesserà la prorpia attività nel 1940.
Grande prestigio ebbe il seminario di Brindisi durante l'episcopato di Annibale De Leo (1814); durante i periodo napoleonico fu uno dei pochi nel Sud a rimanere aperto. Ciò anche grazie agli "sceltissimi professori" che vi insegnavano.
Il seminario, utilizzato come caserma nella crisi dell'unificazione nazionale, rimase precariamente attivo fra il 1861-63. In quell'anno il comune rivendicò la proprietà dell'edificio cheidendo che fosse sede del ginnasio e lasciando all'arcivescovado la sola disponibilità del secondo piano per l'impianto di una scuola di teologia.
Nel 1866 la spartizione fu concretamente attuata.
Nei locali ancora disponibili, l'arcivescovo Luigi Maria Aguilar (1878-92) riavviò le attività seminariali, vitali sino al secondo dopoguerra allorchè se ne decise il trasferimento in Ostuni.
Oggi l'edificio è tornato in possesso dell'arcivescovado, il quale colloca nella struttura le sue principali funzioni direttive.


[Il seminario di Ostuni]

Il seminario di Ostuni si iniziò a costruire nel 1700 per volere del vescovo Benedetto Milazzi (1679-1706); lo ricorda anche l'epigrafe che è sulla facciata prospettante largo Trinchera.
Danneggiato del sisma del 1743, l'edificio fu ricostruito per l'iniziativa del vescovo Francesco Antonio Scoppa (1747-82) tra il 1747-48 su progetto del maestro Salvatore Trinchera.
Dal 1975 al 2007 il seminario ha avuto la sua sede, dopo esser nuovamente ritornato a Brindisi, presso l'Istituto "Madonna Pellegrina.
Tale struttura era stata costruita da Mons. Italo Pignatelli come "Scuola di arte muraria".

[Il nuovo seminario di Brindisi]

Il nuovo seminario, inaugurato il 18 novembre 2007 da Sua Eminanza il cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità Benedetto XVI. sorge nel quartiere di Santa Chiara in un'area centrale rispetto all'attuale configurazione urbanistica della città; il progetto dell'ing. Pasquale Fischietto e dell'arch. Gian Luigi Consales, recupera elementi della tradizione costruttiva della Terra d'Otranto innervandoli delle più moderne e attuali tecnologie.
Per l'arcidiocesi si tratta di un'impresa che segue, a circa tre secoli di distanza, quella del 1720; l'auspicio è che come la prima, sorta in un momento di crisi, segnò per la città l'inizio della ripresa culturale, civile ed economica così, analogamente, avvenga per la seconda.

Pagina creata il 04/12/2008

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